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N°4 del 24 ottobre 2010


 
 

La guerra la fanno gli uomini nella trincea,e la guerra la fanno gli uomini seduti in comode poltrone. Tutti fanno la guerra. Se però la guerra fosse fatta solo da volontari con la facoltà di scegliere il proprio ruolo,probabilmente,la trincea sarebbe vuota e le “poltrone”non basterebbero per tutti. E’ esattamente quello che succede con il (cosiddetto)”volontariato animalista”.Un esercito di persone pronte ad appoggiare le giuste cause animaliste. Tutti pronti a partecipare a petizioni,manifestazioni,banchetti etc..Questa preziosissima attività è l’elemento principale che fa poi muovere le opinioni pubbliche e indirizzare le leggi  a favore degli animali e garantire sempre più rispetto nei loro confronti.

Sfortunatamente il volontariato “ di frontiera”( il nostro) ha una connotazione diversa rispetto al semplice  schierarsi “a favore degli animali".Implica un sacrificio personale e continuo nel tempo,un impegno di vita che muove energie e ti fa vivere in un sorta di sogno empatico,fatto di grandi e forti emozioni che,spesso,riempiendo la tua vita la può anche  modificare. E’ il sogno di chi prende su di se i tanti problemi giornalieri di un numero piccolo di esseri viventi che,comparato con i grandi numeri di tutti gli esseri animali,è veramente una piccola cosa. Ma la piccola cosa mangia ogni giorno,si ammala,soffre,gioisce. Ha bisogno continuo di te e,a quel punto,tu hai bisogno di “lei”.E’ il carico empatico che fa muovere gli “animalisti di frontiera” ,che salvando la vita di un cane simboleggia la vita di tutti gli altri. E’ l’impegno continuativo, l’impegno con se stessi per gli altri che fa del volontariato una scelta importante e difficile. Nella nostra trincea si spara contro le quotidiane avversità che ogni animale deve affrontare,contro le istituzioni latitanti,contro i grandi problemi economici e organizzativi. Le poltrone non ci sono. E le azioni concrete,quelle che spesso fanno la differenza tra la vita e la morte,sono le munizione a nostra disposizione.

Nella nostra trincea abbiamo bisogno di “te”.



Riflessioni sul volontariato animalista    
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